Per accedere alle mielerie

Per poter accedere a tutte le mielerie dell’associazione oltre a essere soci, viene richiesta una tantum all’entrata una quota di €75,00 che verrà reivestita nella mieleria e € 2,00 a melario lavorato.

La procedura è la seguente

1) fare la domanda di utilizzo all’associazione che si trova sul sito www.toscanamiele.it nella sezione mielerie, solo per quest’anno è stata agggiunto il protocollo di comportamento per il coronavirus e presa visione del regolamento delle mielerie.

2) allegare alla domanda il pagamento € 75,00 e di aver partecipato a un corso di linee guida per l’accesso alle mielerie o se si dispone corso Haccp.

3) L’Associazione provvederà a inviare all’associato il contratto di comodato, il socio si impegna a rimandare una copia all’associazione controfirmata.

4) Il socio può contattare il referente incaricato per la prenotazione della smielatura fissando data e orario.

Per qualsiasi informazione rimaniamo a disposizione al 0583/57525

Apertura nuova mieleria a Palaia

Si comunica l’apertura della nuova mieleria a Palaia in via Grotta al Leccio in Località Collina a partire da lunedì 25 maggio 2020.

Dato il perdurare dell’emergenza coronavirus, non verra’ organizzata la cerimonia di inaugurazione.

Invitiamo tutti i soci e gli apicoltori interessati a contattarci per avere informazioni per le procedure di utilizzo della mieleria.

IMPORTANTE: Domande accesso mielerie 2020

Riportiamo di seguito i requisiti necessari per l’accesso alle mielerie collettive di Toscana Miele.

E’ necessario compilare la domanda aggiornata con le nuove norme per il covid 19

DOMANDA DI AMMISSIONE 2020 

Scarica il regolamento delle mielerie

Protocollo di accesso alle mielerie periodo Coronavirus

– Si ricorda che per accedere alle mielerie collettive occorre:

essere in possesso di idoneo attestato sui rischi della preparazione degli alimenti e sulla tracciabilità dei prodotti ai sensi del Reg CE 852/04 e 178/02 (Corso linee guida)

Per la mieleria di Boceda è necessario essere in possesso anche degli attestati di: sicurezza sul lavoro, pronto soccorso, antincendio

aver denunciato alla USL di competenza gli alveari in possesso

essere in regola con il pagamento della quota associativa annuale di Toscana Miele

compilare la domanda di adesione

Per i nuovi soci delle mielerie ricordiamo che la quota di ingresso (una tantum) è di 75 euro

Il costo a melario è di 2,00 euro.

Mielerie collettive dell’Associazione Toscana Miele:

Camaiore (Lu): presso la Cooperativa Millefiori in via delle Capanne 18 Referente: Valeriano Salvini 348/0179372

Boceda di Mulazzo (Ms): presso la Cooperativa il Pungiglione Referente: Stefano Fenucci 338/1930802

Valdottavo (Lu) località Frantoio Referente: Rosetta Viviani 333/4308790

Piazza (Pt) – Via Castel di Piazza, 12 Piazza. Referente: Sergio Scarano 338/5700392 e Gallorini Stefano 339/3160065

Vignale Riotorto (Li)– presso i locali del frantoio Terre dell’Etruria in Via della Stazione, 27 a Vignale Riotorto (Livorno) Referente; da definire

 

 

Termini di scadenza misura c nomadismo

Data l’emergenza coronavirus ricordiamo a tutti i soci che sono stati finaziati nella misura C del Reg.Ce. 1308 che la scadenza per i termini di presentazione della domanda iniziale e della domanda di pagamento è stata posticipata e scade il giorno 10 maggio entro le ore 24,00

Rinnovo assicurazione alveari

Vi ricordiamo che il 2 maggio 2020 scadrà la copertura assicurativa alveari per danni contro terzi. Se desiderate rinnovarla con decorrenza 2 maggio 2020/2 maggio 2021 dovete inviare il modello di richiesta che trovate in allegato. Se avete già pagato e inoltrato la richiesta potete ignorare questa comunicazione.
Per pagare:

IBAN:

INTESA SAN PAOLO

IT04 G030 6909 6061 0000 0067 825

CONTO CORRENTE POSTALE:

N° 12606554

Scarica il modello per l’assicurazione

Importante: comunicazioni nomadismo e nuovi apiari

Ricordiamo a tutti gli apicoltori che a seguito della Legge Regionale sull’apicoltura, n.21/09  e 49/18 è obbligatorio denunciare il proprio patrimonio apistico
Detto questo, vi invitiamo a comunicarci tempestivamente tutti gli apiari nuovi per poter aggiornare la banca dati. Se non avete delegato Toscana Miele, vi invitiamo a comunicarlo alla vostra Asl di competenza

Lettera ai soci del Consorzio del miele dop della Lunigiana

Buongiorno a tutti,
colgo l’occasione della buona notizia riguardante l’inizio del pagamento del castagno dop anno 2018, per suggerire alcune riflessioni ai soci del consorzio del miele dop della Lunigiana.
Faccio questo invito sia come socio e consigliere del consorzio, sia come presidente della Associazione Toscana Miele, perché penso che il miele dop della Lunigiana costituisca il fiore all’occhiello non solo del nostro territorio, ma di tutta la Toscana.
Sappiamo tutti che la presenza del consorzio ha permesso la valorizzazione del miele dop sul mercato in misura via via crescente nel corso degli anni; oggi sia il miele di acacia dop che di castagno dop vengono pagati ai conferitori a prezzi decisamente interessanti, tra i più alti del mercato.
Se questo è l’aspetto positivo per i produttori di miele dop in Lunigiana, non altrettanto si può dire per la tempistica dei pagamenti che i produttori devono ricevere; ogni conferitore, piccolo o grande che sia, soffre la discontinuità e la mancanza di certezza dei pagamenti, la qual cosa influisce sia sulla gestione corrente che sulla programmazione futura dei lavori aziendali; dal punto di vista fiscale inoltre pesa notevolmente il versamento dell’Iva dovuta trimestralmente allo Stato sulle fatture emesse; non ultima incide anche la partecipazione ai costi di gestione della filiera del miele dop che ogni conferitore deve necessariamente sostenere; negli ultimi anni non è certamente diminuita, a fronte di entrate sempre più magre o altalenanti.
La situazione può e deve essere migliorabile, queste sono le mie idee in proposito:
– la produzione del miele dop deve aumentare, sia attraverso la crescita della capacità produttiva dei conferitori attuali, sia con un azione di incentivo da parte del consorzio verso nuovi potenziali produttori; perché questa azione abbia successo deve essere superato l’ostacolo della lentezza dei pagamenti.
– deve altresi essere superato il “paradosso” che a scarse produzioni di miele in alcune annate non faccia fronte una liquidazione dei pagamenti piu snella; infatti, se è vero che la gestione delle scorte da parte di chi gestisce le partite di miele è importante per mantenere la continuità di immissione sul mercato, è altrettanto vero che proprio le annate di scarsa produzione sono quelle che creano maggiori difficoltà economiche ai produttori.
– la paura che spesso colpisce noi produttori è che sopratutto il castagno abbia tempi di vendita sul mercato molto lunghi con inevitabili ripercussioni nella catena dei pagamenti; la soluzione è quindi quella di trovare nuovi sbocchi di mercato attraverso una concreta strategia di espansione.
Il consorzio si è sforzato negli ultimi anni di seguire questa strada ma, a mio modo di vedere, è mancata una programmazione efficace delle attività fieristiche, di promozione del prodotto e di conoscenza del marchio del miele dop sia in italia che all’estero; l’auspicio è che si impari dai propri errori e si cerchino vie migliori.
Quello che sicuramente dovrà essere fatto è una relazione periodica di queste attività a tutti i soci, che devono conoscere esattamente la destinazione delle risorse del consorzio, a prescindere dai risultati.
La mia non vuole essere una critica anzi, sono uno dei soggetti più coinvolti nel bene e nel male, ma sono convinto che la strada da battere passi per questi punti, se vogliamo che la dop abbia ancora un senso e non ci si ritrovi domani a rimpiangere quello che avevamo e non siamo stati capaci di sfruttare.
Auguro a tutti una stagione molto positiva, e ricordate che il consorzio siamo noi produttori prima di tutto, e tutti abbiamo la responsabilità di sfruttare al meglio le opportunita che ci può offrire.

Buona Pasqua !

Manlio Antoniotti

Aggiornamento : mobilità per gli apicoltori

Per informare i soci di quello che Toscana Miele  ha fatto per affrontare il problema degli spostamenti degli apicoltori in apiario, pubblichiamo il testo della lettera inviata dal Presidente di Toscana Miele all’assessorato all’agricoltura della regione Toscana il 25 marzo 2020, il quale ha subito provveduto a segnalare ai prefetti della nostra regione il delicato argomento:
Buongiorno,
L’Associazione che rappresento desidera sollevare il seguente problema:
si è riscontrata in alcuni mass media regionali la diffusione dell’idea che gli apicoltori in regime di autoconsumo non possano recarsi in apiario per svolgere le necessarie operazioni di controllo e assistenza alle famiglie di api.
L’Associazione Toscana Miele  ritiene che ogni apicoltore in quanto tale abbia la necessità di poter operare, nel rispetto ovviamente delle ultime norme emanate dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus Covid 19.
Infatti tutti gli apicoltori in questo periodo stanno intensificando le operazioni da svolgere in apiario, al fine di evitare la sciamatura e di predisporre gli alveari alla prossima produzione.
Limitando o non facendo intervenire alcuni apicoltori,  le conseguenze potrebbero essere le seguenti:
1) Fenomeni di sciamatura incontrollata, per cui gli sciami potrebbero trovarsi nei giardini, nei cassonetti delle avvolgibili o in quelli della spazzatura, nelle canne fumarie dei caminetti etc… (questi sono solo alcuni esempi del motivo per cui gli apicoltori, in un momento in cui bisogna limitare al massimo gli spostamenti ed i contatti, sarebbero chiamati a recarsi presso luoghi comuni o abitazioni private al fine di risolvere tali criticità).
2) aumento della diffusione delle malattie infettive a cui le api in cattività sono normalmente soggette e che richiede ogni anno un grande sforzo, anche economico, da parte degli apicoltori per attuare un piano di prevenzione, contenimento e cura (per citarne solo alcune: Varroa, Peste americana, Peste europea).
A questo proposito è molto importante che tutti gli apicoltori agiscano contemporaneamente in territori omogenei per realizzare con la migliore efficacia procedure di profilassi e di buona conduzione degli alveari.
Dai dati che risultano dalla Banca Dati Apistica nazionale, Toscana Miele ha 276 soci in autoconsumo con 2244 alveari; estendendo a livello regionale potremmo dire che in Regione Toscana ci siano circa 1300-1500 apicoltori in autoconsumo con circa 10.000-13.000 alveari (questo dato può essere facilmente verificato dalla Regione stessa accedendo al portale della BDA ed estrapolando i dati). 

Alla luce di quanto finora espresso, Toscana Miele chiede che gli organi regionali segnalino a tutte le forze dell’ordine preposte ai controlli, l’esistenza di questo problema, affinché anche gli apicoltori in regime di autoconsumo possano svolgere in tranquillità il loro lavoro.

Cordialmente,

IL PRESIDENTE
Manlio Antoniotti

Indennità di 600 euro: aggiornamenti

Con l’allegata circolare n. 49 del 30 marzo 2020, l’INPS ha fornito indicazioni in merito alle indennità di sostegno al reddito riconosciute dal decreto legge n. 18/2020 ad alcune categorie di lavoratori autonomi e subordinati (cfr. circ. a firma del Direttore Generale n. 148 del 19-03-2020) .

Nel rinviare ad un’attenta lettura della circolare INPS, si evidenziano qui di seguito alcuni aspetti di particolare rilievo per il nostro settore:

  • l’indennità di 600 euro per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (ad esclusione della gestione separata INPS), spetta – oltre che ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri – anche ai loro coadiuvanti familiari e agli imprenditori agricoli professionali (art. 28 del d.l. n.18/2020);
  • l’indennità di 600 euro per gli operai agricoli a tempo determinato spetta a coloro che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo e non siano titolari di pensione. L’INPS non prevede alcun tipo di incompatibilità o incumulabilità tra questa indennità e i trattamenti di cassa integrazione in deroga (art. 30 del d.l. n.18/2020);
  • le domande di disoccupazione agricola – per le quali è stata disposta la proroga – saranno considerate validamente presentate anche dopo il 31 marzo 2020 e fino al 1° giugno 2020 (art. 32 del d.l. n.18/2020).

INPS_Circolare-numero-49-del-30-03-2020_Indennita-600-euro_2DR138