Lettera ai soci del Consorzio del miele dop della Lunigiana

Buongiorno a tutti,
colgo l’occasione della buona notizia riguardante l’inizio del pagamento del castagno dop anno 2018, per suggerire alcune riflessioni ai soci del consorzio del miele dop della Lunigiana.
Faccio questo invito sia come socio e consigliere del consorzio, sia come presidente della Associazione Toscana Miele, perché penso che il miele dop della Lunigiana costituisca il fiore all’occhiello non solo del nostro territorio, ma di tutta la Toscana.
Sappiamo tutti che la presenza del consorzio ha permesso la valorizzazione del miele dop sul mercato in misura via via crescente nel corso degli anni; oggi sia il miele di acacia dop che di castagno dop vengono pagati ai conferitori a prezzi decisamente interessanti, tra i più alti del mercato.
Se questo è l’aspetto positivo per i produttori di miele dop in Lunigiana, non altrettanto si può dire per la tempistica dei pagamenti che i produttori devono ricevere; ogni conferitore, piccolo o grande che sia, soffre la discontinuità e la mancanza di certezza dei pagamenti, la qual cosa influisce sia sulla gestione corrente che sulla programmazione futura dei lavori aziendali; dal punto di vista fiscale inoltre pesa notevolmente il versamento dell’Iva dovuta trimestralmente allo Stato sulle fatture emesse; non ultima incide anche la partecipazione ai costi di gestione della filiera del miele dop che ogni conferitore deve necessariamente sostenere; negli ultimi anni non è certamente diminuita, a fronte di entrate sempre più magre o altalenanti.
La situazione può e deve essere migliorabile, queste sono le mie idee in proposito:
– la produzione del miele dop deve aumentare, sia attraverso la crescita della capacità produttiva dei conferitori attuali, sia con un azione di incentivo da parte del consorzio verso nuovi potenziali produttori; perché questa azione abbia successo deve essere superato l’ostacolo della lentezza dei pagamenti.
– deve altresi essere superato il “paradosso” che a scarse produzioni di miele in alcune annate non faccia fronte una liquidazione dei pagamenti piu snella; infatti, se è vero che la gestione delle scorte da parte di chi gestisce le partite di miele è importante per mantenere la continuità di immissione sul mercato, è altrettanto vero che proprio le annate di scarsa produzione sono quelle che creano maggiori difficoltà economiche ai produttori.
– la paura che spesso colpisce noi produttori è che sopratutto il castagno abbia tempi di vendita sul mercato molto lunghi con inevitabili ripercussioni nella catena dei pagamenti; la soluzione è quindi quella di trovare nuovi sbocchi di mercato attraverso una concreta strategia di espansione.
Il consorzio si è sforzato negli ultimi anni di seguire questa strada ma, a mio modo di vedere, è mancata una programmazione efficace delle attività fieristiche, di promozione del prodotto e di conoscenza del marchio del miele dop sia in italia che all’estero; l’auspicio è che si impari dai propri errori e si cerchino vie migliori.
Quello che sicuramente dovrà essere fatto è una relazione periodica di queste attività a tutti i soci, che devono conoscere esattamente la destinazione delle risorse del consorzio, a prescindere dai risultati.
La mia non vuole essere una critica anzi, sono uno dei soggetti più coinvolti nel bene e nel male, ma sono convinto che la strada da battere passi per questi punti, se vogliamo che la dop abbia ancora un senso e non ci si ritrovi domani a rimpiangere quello che avevamo e non siamo stati capaci di sfruttare.
Auguro a tutti una stagione molto positiva, e ricordate che il consorzio siamo noi produttori prima di tutto, e tutti abbiamo la responsabilità di sfruttare al meglio le opportunita che ci può offrire.

Buona Pasqua !

Manlio Antoniotti

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