Aggiornamento : mobilità per gli apicoltori

Per informare i soci di quello che Toscana Miele  ha fatto per affrontare il problema degli spostamenti degli apicoltori in apiario, pubblichiamo il testo della lettera inviata dal Presidente di Toscana Miele all’assessorato all’agricoltura della regione Toscana il 25 marzo 2020, il quale ha subito provveduto a segnalare ai prefetti della nostra regione il delicato argomento:
Buongiorno,
L’Associazione che rappresento desidera sollevare il seguente problema:
si è riscontrata in alcuni mass media regionali la diffusione dell’idea che gli apicoltori in regime di autoconsumo non possano recarsi in apiario per svolgere le necessarie operazioni di controllo e assistenza alle famiglie di api.
L’Associazione Toscana Miele  ritiene che ogni apicoltore in quanto tale abbia la necessità di poter operare, nel rispetto ovviamente delle ultime norme emanate dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus Covid 19.
Infatti tutti gli apicoltori in questo periodo stanno intensificando le operazioni da svolgere in apiario, al fine di evitare la sciamatura e di predisporre gli alveari alla prossima produzione.
Limitando o non facendo intervenire alcuni apicoltori,  le conseguenze potrebbero essere le seguenti:
1) Fenomeni di sciamatura incontrollata, per cui gli sciami potrebbero trovarsi nei giardini, nei cassonetti delle avvolgibili o in quelli della spazzatura, nelle canne fumarie dei caminetti etc… (questi sono solo alcuni esempi del motivo per cui gli apicoltori, in un momento in cui bisogna limitare al massimo gli spostamenti ed i contatti, sarebbero chiamati a recarsi presso luoghi comuni o abitazioni private al fine di risolvere tali criticità).
2) aumento della diffusione delle malattie infettive a cui le api in cattività sono normalmente soggette e che richiede ogni anno un grande sforzo, anche economico, da parte degli apicoltori per attuare un piano di prevenzione, contenimento e cura (per citarne solo alcune: Varroa, Peste americana, Peste europea).
A questo proposito è molto importante che tutti gli apicoltori agiscano contemporaneamente in territori omogenei per realizzare con la migliore efficacia procedure di profilassi e di buona conduzione degli alveari.
Dai dati che risultano dalla Banca Dati Apistica nazionale, Toscana Miele ha 276 soci in autoconsumo con 2244 alveari; estendendo a livello regionale potremmo dire che in Regione Toscana ci siano circa 1300-1500 apicoltori in autoconsumo con circa 10.000-13.000 alveari (questo dato può essere facilmente verificato dalla Regione stessa accedendo al portale della BDA ed estrapolando i dati). 

Alla luce di quanto finora espresso, Toscana Miele chiede che gli organi regionali segnalino a tutte le forze dell’ordine preposte ai controlli, l’esistenza di questo problema, affinché anche gli apicoltori in regime di autoconsumo possano svolgere in tranquillità il loro lavoro.

Cordialmente,

IL PRESIDENTE
Manlio Antoniotti

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